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Dove si aggiorna l’enotecario? Fra fonti d’informazione cartacee e digitali, corsi, bottiglie da aprire, cantine e regioni vitivinicole da visitare, di sicuro il materiale non manca. Lasciando da parte la pratica e guardando a tutto quello che è teoria c’è da sentirsi male. L’argomento vino fa scorrere fiumi d’inchiostro reale e a forma di bit: rubriche sui settimanali generalisti, mensili specializzati, guide, enciclopedie, etc. e poi ancora social network, siti dedicati, blog e via dicendo. E’ un mondo infinito.
Da parte mia, negli anni, per evitare il rischio di overdose d’informazione, ho selezionato le fonti a mio avviso meno gossippare e più affidabili possibili. Questo vale per la carta stampata, ma soprattutto per internet dove è facile trovare tutto quello che c’interessa tanto quanto farsi distrarre da cortine fumogene e salamelecchi assortiti.
I blog sul vino poi si prestano benissimo a questo discorso. La rete però ha le sue regole e grazie al fantastico meccanismo dei link (i blog più attendibili si linkano sempre fra loro) e ai feedreader, si riesce in breve tempo a farsi un’idea di quelli cui valga la pena seguire o meno.
Comunque come disse uno dei miei relatori alla fine del corso di Sommelier Ais: stappate + bottiglie e leggete meno libri!!
p.s. proprio dopo una breve scorsa ai siti sui miei preferiti, segnalo la bella iniziativa di Carlo Macchi di Winesurf : I corsi di degustazione online. Al primo video , divertente e concreto, ne seguiranno altri 10.
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Per gli amanti del pranzo di Natale all’insegna della tradizione, ecco i nostri zamponi e i nostri cotechini. Buon appetito!
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Ieri sera, direttamente dalla storica pasticceria G. Cova, sono arrivati i tradizionali panetùn di Milano.
Il panettone milanese è il tipico dolce del periodo natalizio.
A memoria mia, ogni Natale in bottega abbiamo sempre tenuto i prodotti di G.Cova, quindi quando la settimana scorsa non li abbiamo trovati al nostro solito “luogo di approvvigionamento” c’è venuto un mezzo colpo.
Sono bastate un paio di mail e una cordialissima telefonata con uno dei proprietari, Giovanni, e anche quest’anno, da Casa Porciatti sono disponibili i classici panettoni, con i conditi e senza, e pure il pandoro.
Per chi è appassionato di storia gastronomica copio e incollo da un loro sito la storia del panettone:
Il panettone, tipico dolce natalizio, è nato a Milano ed è, col Duomo e il Teatro alla Scala, il simbolo della città. Il panettone G. Cova & C. è uno dei pochi che si vanta di parlare ancora “milanese”.
Tutte le città hanno un dolce preferito, ma il panettone di Milano ha un fascino tutto suo: ha invaso tutta Italia, tutto il mondo. Dappertutto a Natale la gente si scambia il panettone con i parenti e gli amici vicini e lontani.
Ma come è nato il panettone? Sono molte le leggende intrecciatesi nel tempo intorno a questo tipico prodotto. Sono quasi tutte storie d’amore, e non dobbiamo meravigliarcene, perché Milano, ad onta del suo aspetto, della sua foga per il lavoro, per i traffici, per le sue più disparate imprese, è sempre stata e rimane fra le città più romantiche del mondo.
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Dopo Brunellopoli un altro scandalo legato al vino in terra Toscana. Ne hanno dato notizia ieri i media locali e oggi ci sono già le prime reazioni sulla blogosfera(qui, qui qui) . Che dire? Le info paiono ancora molto fumose. Come faceva giustamente notare Andrea mancano risposte specifiche alle domande Chi? Come? e Dove?. Non sono domande di poco conto. Sono domande che pretendono risposte chiare per un’informazione chiara e credibile. Senza di quelle si rischia solo di fare una gran confusione e di alimentare chiacchiere da bar.
In conclusione, per ora, provo solo una grande tristezza per una ferita che rischia di far male a tutto il territorio
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Le vacanze sono finite. Quindici giorni di corsa per gli Stati Uniti da una costa all’altra fra voli interni e auto a noleggio. Un Euro che ti dà una mano e il meteo che mi ha voluto bene, hanno contribuito a rendere ancora più piacevole il viaggio.
Il mio approccio alla cucina statunitense è stato dei più classici: prima mi sono rimpinzato, letteralmente, dei vari luoghi comuni: hot dog, hamburger etc., poi “sazio”, mi sono dedicato alla ricerca di qualche ristorantino italiano. Così, tanto per ricordarmi che la cucina italiana forse, dico forse, è meglio gustarla in Italia. E, infine ho seguito i consigli degli indigeni (mi sembrava strano che tutti i giorni si fermassero all’angolo fra la quinta e la 53 esima per tracannare l’hot dog da 2 $).
Da quel momento ho iniziato a divertirmi. A San Francisco ho quindi scoperto il carinissimo Café Divine,
in pieno North Beach a uno degli angoli di Washington Square. Posto ideale per una bella colazione la domenica mattina oppure per uno spuntino sostanzioso a pranzo. Occhio infatti, panini e insalate sono “huge”. Se poi uno ha voglia di fare un po’ di fila, a 200m dal Divine c’è il celebratissimo Mama’s. Tante belle cosine fatte in casa, ma è sempre pieno di gente. Va detto però che sono efficientissimi e non si aspetta mai molto.
Lasciamo un attimo la cucina e raccontiamo brevemente l’esperienza degusta e fuggi in Sonoma Valley. Situata a 1 ora e spiccioli di macchina a Nord Ovest di San Francisco, Sonoma Valley soffre un po’ di complessi d’inferiorità rispetto alla più conosciuta cuginetta Napa (ma perché mai poi). Confesso che sono partito senza troppe informazioni (quali sono le cantine più rinomate, annate buone, prezzi, zone migliori etc). Mi sono affidato all’ufficio informazioni che si trova al centro della cittadina di Sonoma e mai scelta fu più felice. La gentile signora mi ha fatto tre domande per inquadrarmi e poi, come un computer, ha tirato fuori il risultato. Le domande sono state:
- quanto resti in zona?
- che tipo di vino vorresti assaggiare?
- Preferisci fare un pic nic in uno dei parchi delle aziende, pranzare in un ristorante di un’azienda oppure pranzare in paese?
Alle mie risposte, rispettivamente: oggi, pinot nero, pic nic in azienda – la signora mi ha consigliato per il pranzo al sacco la gastronomia in piazza del paese: il Sonoma Cheese Factory e poi mi ha fatto tre nomi di produttori di vino Gundlach Bundschu, Berzinger e Chateau St. Jean.
Con una facilità estrema ho ottenuto tutte le info di cui avevo bisogno per riuscire a sfruttare il poco tempo a disposizione. Le parole d’ordine sono “Enjoy the experience”. Il servizio qui esiste ed è tarato su ogni visitatore che mette piede in zona. Niente è lasciato al caso. Ti prendono per mano sorridendoti e ti accompagnano lungo la tua permanenza. Non c’è discontinuità fra infopoint, ristoratore, albergatore, bottegaio, produttore di vino. L’impegno di tutti questi soggetti è volto a superare le aspettative dei loro clienti. Certo poi tutti questi servizi prima o poi li paghi, ma è tutto così chiaro e limpido che va bene così. La critica che si potrebbe fare è: ma l’avventura che uno ricerca dal viaggio qui non la trova di certo!! E chi lo sa dico io. Ho passato a Sonoma un giorno e mezzo sarebbe presuntuoso pretendere anche d’incontrare il “vero spirito del luogo”.
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Come vi avevo anticipato domani saremo in Piazza del Campo a Siena per il Mercato straordinario.
Dalle ore 8:00 alle ore 20:00 ci troverete allo stand numero 40.
Venite a trovarci per assaggiare i nostri salumi e la novità: la Finocchiona Cotta!!
Causa problemi con il dispositivo “Iubiquity” la bottega Radda in Chianti domani sarà chiusa.

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Volevo postare due link per segnalare due autrici fantastiche, scoperte grazie ad un cliente di Parigi che tutti gli anni viene in vacanza a Radda. La musica di queste due ragazze è bellissima. Tutte e due sono jazz singer e tutte e due hanno una voce calda e raffinata. Verrebbe voglia di abbinare i loro pezzi a qualche vino.
Qui però si entra in una tematica, quella di “vino e musica” che è stata trattata in tutte le salse. Due spunti interessanti che vale la pena di leggere, li si trova come al solito balzellando per i blog. Di seguito i link ai post de l’Espresso e di da Da Burde.
Ritornando alle cantautrici, le ragazze sono entrambe americane ed entrambe già famose: Melody Gardot e Madelaine Peyroux
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Martedì è giorno di maiale, nel senso che lo si lavora. Mercoledì mattina è giorno di salsicce fresche, buristo e soprassata, nel senso che li si trovano al taglio in bottega.
Stamani però un paio di novità: il salame cotto e la finocchiona cotta!!
Il primo è una specialità piemontese che ha la sua variante toscana nella Mortadella di Prato.
La finocchiona cotta trattasi invece di esperimento che dai primi assaggi (sto scrivendo alle ore 11,30) sembra proprio piacere.
In pratica ieri sera abbiamo messo a bollire in una caldaia un paio di finocchione e un paio di salami appena fatti. Dopo qualche ora li abbiamo tolti e messi a raffreddare. Et voilà, stamani una paio di piccole novità per delle succose merende.
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